L’importanza dell’amministrazione di sostegno

Qualche giorno fa, in un appartamento di Milano, è stato rinvenuto il cadavere di una donna di 70 anni, sepolta da tonnellate di oggetti che la vittima, accumulatrice seriale, aveva accatastato in casa nel corso degli anni. Tra numerosi vestiti e cartoni i soccorritori si sono imbattuti anche nel figlio della donna, trovato con lo sguardo sperduto e in condizioni precarie. Nessuno, nel palazzo, era a conoscenza della loro esistenza.

La vicenda, che ha colpito il sentire profondo di molti, induce ad una riflessione sul ruolo che la nomina di un amministratore di sostegno può rivestire per persone in forti difficoltà, soprattutto nei grandi centri. Il disturbo di cui soffriva la donna, alimentato da anni di ossessione e di solitudine, è ufficialmente riconosciuto sin dall’anno 2013 quale patologia, ovvero “disturbo da accumulo compulsivo”. Evidentemente, tanto la vittima quanto il figlio mai si erano rivolti a qualcuno, o anche solo ai servizi sociali, per segnalare il loro disagio, la patologia della donna, ed ottenere quell’aiuto che lo stato garantisce, anche e soprattutto tramite la nomina di un amministratore di sostegno, in casi simili. Situazioni di questa natura ben spiegano quanto la nomina di un amministratore di sostegno -il cui intervento, è bene ricordarlo, è gratuito- sia di assoluta importanza. A tale soluzione, lo si ricorda, si può accedere sia a seguito di richiesta dei parenti del beneficiando e sia dei servizi sociali.


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